Il Piano regolatore non scade …

Il Piano Regolatore Generale definisce le previsioni di assetto del territorio, ma non può (se non in casi eccezionali) essere attuato direttamente, ossia attraverso l’iniziativa dei singoli proprietari dei terreni interessati.  Soltanto laddove le condizioni dell’urbanizzazione (primaria e secondaria) siano già soddisfacenti, può procedersi all’attuazione diretta del P.R.G. In tutti gli altri casi (la gran parte delle trasformazioni) occorre invece un ulteriore livello di pianificazione, in cui svolgono il proprio ruolo gli strumenti attuativi.

L’attuazione delle previsioni di P.R.G. si effettua tramite il Piano Particolareggiato, che ha una una scadenza prefissata in 10 anni. Trascorsi questi, le sue previsioni perdono ogni validità, restando validi a tempo indeterminato i suoi contenuti normativi e regolamentari riguardanti l’attività edilizia, che essendo di dettaglio e specificazione delle previsioni di P.R.G., ne diventano parte integrante e integrativa.

In pratica, il Piano Regolatore Generale non ha scadenza, per non dare luogo a vuoti normativi. Di fatto però nel nostro Comune lo strumento di cui sopra ad esso connesso è “scaduto” ad aprile 2010 (ma, come detto, non necessariamente deve essere rifatto). Questo comporta un periodo di salvaguardia, nel quale l’Amministrazione e gli uffici stanno operando in questo momento, che consente ancora varianti che prevedono nuovi insediamenti abitativi.

Dopo il suddetto periodo, segnatamente ad ottobre 2011, non è più possibile agire se non in stretta osservanza del piano, intendendo per stretta osservanza l’impossibilità , ad esempio, di spostare indici inutilizzati od inutilizzabili da una  località all’altra.

Per esempio non sarà ammesso annullare indici in una zona ed utilizzarli dove invece vengono richiesti. Se le esigenze del Comune sono rappresentate bene dall’attuale Piano (ferme restando l’adeguamento alle nuove norme Regionali) di per se il Piano può non essere rifatto.