Rifiuti, nuovo sistema e TARI: le FAQ dei cittadini

Di seguito le domande più frequenti che ci sono arrivate in questi mesi (aggiornato al 16 giugno 2019).

La raccolta differenziata è un obbligo?

Si, la differenziata è un obbligo sancito dalla legge almeno dal 2006, anche se è dal secolo scorso che l’Italia ha cercato di recepire delle direttive europee sull’argomento. Indubbiamente il sistema di raccolta che abbiamo dismesso da poco non rappresentava un incentivo sufficiente per parte della popolazione a differenziare. Detto questo, vedere i cittadini che si impegnano in questo difficile periodo di passaggio è motivo di soddisfazione per gli amministratori.

Il Comune ha aumentato le tariffe nel 2019?

Tecnicamente no, ma quest’anno, anche per i forti investimenti legati alla fase di avvio del nuovo sistema, il conto totale del Comune è salito di quasi 70mila euro complessivi (da 819mila euro del 2018 a 886mila euro). Un punto fondamentale e ancora non chiarissimo a tutti è infatti che la TARI, per legge, deve coprire interamente il costo del servizio. I prezzi aumentano in ogni ambito, quindi non è difficile capire il perché ogni anno ci siano piccoli aumenti.

Il Comune non ha infatti variato i coefficienti di calcolo nel 2019. Le tariffe risultanti sono dovute, come detto, al variare dei costi, processo comune a tutti i servizi o prodotti, agli investimenti (nuovi cassonetti, Isola ecologica, servizi vari), spese impreviste (abbandoni, smaltimenti), base contributiva (composizioni dei nuclei familiari, andamento demografico, apertura o chiusura attività produttive), sanzioni e riduzioni.

Tutto questo determina una variazione non lineare della singola utenza. Per alcuni ci può essere un piccolo aumento, per alcuni un aumento più consistente (ad esempio le utenze che prima non erano servite dal servizio di raccolta), per altri una diminuzione.

Ma non si era parlato di risparmio legato al nuovo sistema?

Il concetto di risparmio legato al nuovo sistema di raccolta è molto complesso. Nessuno del comune ha mai sostenuto infatti che la TARI non sarebbe aumentata. Al contrario, in tutti i nostri incontri con la popolazione, si è detto che sarebbe aumentata molto di più in caso di mancato passaggio al nuovo sistema, a causa di costi e sanzioni. In ogni caso, questo risparmio non potrebbe certo verificarsi subito, dopo pochi mesi del nuovo sistema, che comunque ha fatto già registrare un sensibile ma ancora insufficiente aumento della percentuale della differenziata.

Il Comune fa cassa con la TARI?

No, il Comune deve usare gli introiti della tassa sui rifiuti per coprire i costi del servizio.

Cos’è la fase di startup? Quando terminerà?

La fase di startup, cioè la fase in cui i due sistemi hanno convissuto, è di fatto terminata il 1° giugno 2019. I bidoni dell’indifferenziata sono stati rimossi. Arriveranno poi anche 15 nuove postazioni dislocate nei punti più critici ed il servizio sarà costantemente monitorato e migliorato. Tenendo sempre conto che ogni miglioria costa e deve essere sempre coperta interamente dal tributo. In quest’ottica, anche le lettere per il pagamento della TARI sono state spedite il 1° giugno, fine programmata del periodo di startup del nuovo sistema.

Perché sono state tolte alcune riduzioni?

A partire dalla stessa data di fine startup, sono state sospese le riduzioni per le zone in cui, con il vecchio sistema, non veniva svolta la raccolta. Chiunque ritenga di possedere questi requisiti, non mantenibili ovviamente per tutti coloro che hanno ricevuto un servizio già da 5 mesi, può richiedere una verifica della distanza, utilizzando il modulo disponibile presso l’Ufficio Tributi. Sarà cura del Comune riapplicare, se dovuta, la riduzione, o intervenire con il Gestore per ovviare alla carenza del servizio posizionando correttamente i contenitori o aggiungendone dei nuovi. Il tutto nelle more del nuovo regolamento 2019, che punterà a migliorare il servizio ed a togliere quanto più possibile le riduzioni per mancanze dello stesso.

Cos’è l’aumento del 3% specificato nel bollettino di pagamento?

E’ la cosiddetta addizionale provinciale. Nessun aumento, anzi. Nel 2017 l’addizionale era fissata al 5%.

Perché i controlli e sanzioni solo da poco? Sono mesi che la gente li chiede.

Perché ci è sembrato giusto dare un po’ di tempo alla gente ad abituarsi, agli operatori di migliorare la conoscenza del territorio e della raccolta e all’azienda di soddisfare tutte le richieste sulla criticità riscontrate. Inoltre, ora il Comune ha un Ufficio Ambiente pienamente operativo che, con l’insediamento del nuovo Assessore competente, potrà procedere con i controlli e le sanzioni.

Perché non si mantengono i bidoni (o alcuni bidoni) dell’indifferenziata?

Perché si va contro alla natura stessa del progetto. Il bidone libero dell’indifferenziata consente ai cittadini meno virtuosi di bypassare gli obblighi ed i controlli.

Perché non si fa il porta a porta integrale o non si usano smart code o chiavi elettroniche?

Il primo sistema sarebbe costosissimo in un territorio come il nostro. Il secondo lo sarebbe in generale. Si sono stimati aumenti del tributo incompatibili con la sostenibilità del progetto.

La TARI è aumentata per tutti nel 2019?

No. Per le utenze non domestiche è diminuita di qualche punto percentuale, perché sia la parte fissa (investimenti) che quella variabile (costi di raccolta), unita al fatto che il tessuto contributivo è rimasto buono per ciò che riguarda le aziende, hanno registrato dei contenimenti della spesa. Invece per le utenze domestiche, la parte fissa ha subito un’impennata (per i grossi investimenti, spalmati su due anni 2019/20 invece che quattro per i ritardi sulla partenza della gara), mentre la parte variabile ha già fatto registrare una piccola diminuzione.

La TARI diminuirà in futuro?

Difficile stabilirlo con certezza. Dipenderà dall’inflazione, dalle variazioni demografiche e del numero/dimensione/tipologia delle aziende del territorio, dalle percentuali di differenziata che riusciremo tutti insieme ad ottenere, dalla quantità di abbandoni che dovremo smaltire a danno della collettività. Di sicuro senza questo passaggio di sistema e senza la collaborazione di tutti, le sanzioni sarebbero state sempre più alte per il Comune e, quindi, di sicuro gli aumenti sarebbero stati senz’altro difficili da sostenere.

Aprire i sacchetti della spazzatura da parte del comune è lesivo della privacy?

No. Nel momento in cui una persona butta un oggetto nei cassonetti della spazzatura comunale si disfa non solo dell’oggetto in sé da un punto di vista materiale ma anche della relativa proprietà a cui, così facendo, rinuncia per sempre. In questo stesso istante perde anche ogni diritto sulla cosa che non può più tutelare davanti a un giudice o a un’autorità di pubblica sicurezza (la polizia o carabinieri) . Se butti qualcosa non puoi poi lamentarti se qualcuno lo prende per sé e lo utilizza, non puoi chiedergli un corrispettivo, né puoi lamentarti che questi ha violato la tua privacy.

Il passaggio cruciale di tutto il ragionamento è dunque il seguente: quando metti un oggetto qualsiasi in un bidone della differenziata o dell’indifferenziata non ne sei più titolare. La proprietà passa al Comune. Se così non fosse, del resto, l’ente locale non potrebbe fare della spazzatura ciò che vuole: il macero, il riciclaggio, la distruzione, ecc.

La conseguenza è abbastanza chiara: frugare nella spazzatura è reato, ma non ai danni del cittadino bensì del Comune, nuovo proprietario dei rifiuti abbandonati. Il reato è ovviamente quello di furto (e non quindi di violazione della privacy) la cui pena è della reclusione fino a tre anni e con la multa da 154 euro a 516 euro. In più c’è l’aggravante per aver rubato cose esposte (per consuetudine o necessità) alla pubblica fede (ossia in mezzo a una strada) (fonte: laleggepertutti.it).

Dove posso conferire le deiezioni degli animali domestici?

Per quanto riguarda le deiezioni canine, possono essere conferite sia nel secco residuo (mastello o bidone condominiale) che nel contenitore rosso (pannolini). La lettiera dei gatti può essere conferita nel secco residuo (mastello o bidone condominiale).