La solitudine dei Sindaci e l’emergenza

di Armando Sanna

venerdì 02 novembre 2018

(lettera a Primocanale, da leggere fino in fondo. Lunedì spiegheremo la nostra posizione in una riunione convocata dal Prefetto di concerto con il Governatore ed il Sindaco metropolitano).

Dopo giorni vissuti in allerta, con interventi continui e squadre di volontari attivi giorno e notte sul territorio, è tempo di fare un bilancio degli eventi ed una considerazione delle problematiche riscontrate.

Senza ombra di dubbio è stata una delle allerte più difficili da gestire, nell’ultimo periodo. Cinque giorni in costante reperibilità e con gli uffici comunali ed i volontari a dominare interventi su tutti i fronti. Il COC, il centro operativo comunale per l’emergenza, è stato aperto domenica 28 ottobre alla diramazione dell’allerta arancione.

Cosa comporti l’apertura di un COC sulla carta lo conoscono tutti, nella pratica, solo gli amministratori, i funzionari e i volontari sanno cosa significhi: ore di assistenza in Comune e reperibilità delle squadre in sede, organizzazione delle uscite e risoluzioni in tempi rapidi dell’insorgere delle più svariate situazioni. Giornate di straordinario per i dipendenti comunali che sono già ridotti all’osso: il nostro Comune contava in passato 65 dipendenti, ad oggi, in seguito alle nuove normative e al blocco delle assunzioni, i dipendenti sono 27. Con un organico così limitato, limitati sono gli spazi di intervento.

Per ovviare a tale problematica, in fase di allerta si ricorre ai volontari della Protezione Civile e delle tre croci locali, Croce Bianca, Croce D’Oro e Croce Rossa, che mettono a disposizione dell’Ente tutta la loro professionalità, ma, come è noto, devono anche prestare servizio su altri fronti ed i volontari, in quanto tali, hanno inoltre i propri orari lavorativi da rispettare e, quindi, al prolungarsi delle allerte, si fatica a mettere in campo le risorse necessarie.

E’ importante, dunque, far presente quali siano stati gli scenari verificatisi nella fase più critica nel nostro Comune per comprendere tutti le fragilità di questo sistema che fatica a funzionare. Il nostro Ente, per quanto concerne gli aspetti pubblici, non ha subito grandi danni; la conta dei danni la fanno i privati, gli agricoltori e le attività commerciali; problemi strutturali ne abbiamo avuti pochi.

Le difficoltà sono altre e sono sorte in sede di gestione delle emergenze, da lunedì a giovedì. Nelle ore di massima criticità, la notte tra il 29 ed il 30 ottobre, il Comune di Sant’Olcese risultava totalmente isolato: gli alberi ed i pali caduti ostruivano ben 5 strade, di cui una provinciale, la SP2 che collega il centro del paese, le frazioni alte, con Manesseno, la parte bassa. Un grosso smottamento, infatti, ha portato a valle numerosi alberi che si sono abbattuti sulla strada carrabile.

Data la gravità della situazione, si è tentato in maniera immediata un contatto con la prefettura e la Provincia, ma non è stato per nulla semplice. Prima di riuscire a parlare con la Prefettura sono passati minuti preziosi: dal centralino ci hanno messo in contatto con il referente giusto solo dopo diverse chiamate e molta attesa. Un’attesa di tutti sotto alla pioggia e al vento, con i volontari a rischio, che valutavano la possibilità di un loro intervento per il taglio degli alberi, in una zona al buio, con i pali della pubblica in bilico, perché colpiti, ed un versante in movimento.

La Provincia, anzi città Metropolitana, in crisi su più fronti, non dava possibilità di assistenza, né poteva fornirci la segnalazione di base per la strada. Una situazione di emapasse, in cui ci sentivamo con le spalle scoperte e tutta la gravità dell’evento addosso. Un tempo, prima della cosiddetta riforma Del Rio, la Provincia aveva mezzi e uomini a disposizione dei Comuni, in caso di situazioni ad elevato rischio, ora le Città Metropolitane sono state ridotte ad un mero contenitore vuoto e non riescono a dare il dovuto supporto agli Enti subordinati.

Quindi, in quella fase di allerta, il personale Comunale a disposizione ed i volontari hanno dovuto provvedere da soli alla chiusura di un’arteria stradale non di loro competenza; ciò ha significato una notte trascorsa in macchina per tutti a presidiare la zona, in attesa di un intervento della Città Metropolitana che è avvenuto solo in mattinata e non è stato comunque risolutivo perché nella giornata odierna, la strada è ancora aperta ad una sola corsia e non ci è stato ufficialmente comunicato come e quando verrà attuato l’intervento risolutivo.

Ricordiamo che si tratta della strada di collegamento principale e, in caso di nuova chiusura, avremmo seri problemi sull’accessibilità dei soccorsi alle nostre zone. La viabilità sulle altre strade è stata ripristinata in nottata dai volontari: oltre 20 sono le operazioni portate da loro a termine da soli.

Un’altra grandissima criticità è stata anche quella della corrente elettrica: numerosi pali si sono abbattuti sia su terreni privati, che su strade pubbliche, causando black-out in molteplici frazioni, Comago, Beleno, Vallombrosa, Vivagna, Isola e Sant’Olcese. Il COC riceveva molteplici chiamate, ma non avevamo un numero di riferimento diretto con ENEL per poter segnalare le problematiche. Non esiste, infatti, al di fuori del numero verde, un canale diretto con l’azienda, cosa di cui i COC, facendo da filtro e da gestione delle allerte, avrebbero bisogno per poter operare al meglio. Comunicare la caduta dei pali, l’eventuale mancanza di corrente o la pericolosità di alcune strutture è essenziale per intervenire in maniera rapida ed in sicurezza. Il coordinamento e l’assistenza a livello sovraordinato rispetto ai nostri Enti, invece, manca.

Ci troviamo, pertanto a gestire allerte senza supporti esterni e senza regia. Tutto è coordinato a livello locale, con le poche forze che si hanno, ma, in fase emergenziale, il sostegno di altri organi è assolutamente necessario e, alcune volte, può essere decisivo. In questi giorni, possiamo ringraziare i volontari, se le strade sono state aperte in tempi brevi, se i pali delle linee elettriche e telefoniche sono stati messi in sicurezza o rimossi dalle careggiate.

Sul lato ENEL, invece, un supporto diretto ci è stato fornito solo grazie ai tecnici delle squadre locali, che hanno lavorato giorno e notte per riportare la situazione in condizioni di normalità; da altri fronti, purtroppo, non c’è stata assistenza. Per questo, abbiamo bisogno di un sistema che sia più efficiente e puntuale. E’ di primaria importanza dare supporto agli Enti pubblici locali, sia in fase di allerta che, soprattutto, anche sulla gestione del territorio e ciò può essere fatto solo con lo stanziamento di risorse economiche e con la collaborazione tra gli enti, anche a livello di prevenzione.

Quest’anno il nostro Comune ha ricevuto € 8.000,00 dalla Regione per la pulizia dei rivi e gli interventi messi in atto ammontano ad importo totale di € 40.000,00: questo vuol dire che l’Ente, ha contribuito in maniera preponderante a lavori che, una volta, erano svolti dalla Provincia e che, adesso ricadono, invece, tra le proprie mansioni, senza, però, ricevere stanziamenti adeguati. Serve, dunque, una presa di coscienza di quello che è lo stato attuale dell’ amministrazione del territorio e un coordinamento delle forze per poter governare al meglio le opere di prevenzione e le oramai sempre più frequenti allerte.

Bisogna sviluppare un sistema di raccordo tra gli enti coinvolti, in modo da superare le carenze e mettere in rete un’organizzazione con punti di riferimento e di supporto ben identificati, per permettere alle amministrazioni locali di non dover fronteggiare da soli tutte le problematiche derivanti dalle calamità naturali, come è successo in quest’ultima allerta.

Armando Sanna – Sindaco di Sant’Olcese

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Raccolta rifiuti: il crollo del Ponte impatta anche qui

Tra gli innumerevoli disagi causati dai tragici eventi del crollo di Ponte Morandi, vi è una problematica che, forse, fino ad oggi non è  emersa ancora nella sua totalità, ma che sta portando ad un crescendo di disservizi.

La gestione della raccolta dei rifiuti non è mai stata ottimale nel nostro Comune, nè nel resto della provincia di Genova, ma la situazione, alla vigilia della partenza del nuovo sistema di raccolta si sta aggravando notevolmente, per ragioni dovute al venire meno di luoghi logistici e di pretrattamento dei rifiuti. L’attuale sito di Campi è inutilizzabile e gli altri impianti a disposizione si saturano velocemente, così la raccolta stradale di questi giorni ha subito notevoli ritardi, con enormi accumulo di rifiuti in diverse aree e provacando forti disagi a tutti.

La nostra Amministrazione, in contatto con Amiu, sta cercando quotidianamente di gestire la problematica, ma il lavoro non è semplice. Non è semplice perché mancano percorsi e misure  strutturali che nessuno ha mai intrapreso in questa regione. Manca una mentalità che si approcci con soluzioni di ampio respiro alla risoluzione della gestione e dello smaltimento dei rifiuti.

Purtroppo, abbiamo constatato più volte come gli obiettivi di raccolta differenziata siano stati fissati senza, al pari, prevedere implementazioni degli impianti e senza dare agli enti locali gli strumenti per sviluppare nuovi sistemi di raccolta e, al contempo, strumenti per risolvere le condizioni attuali del servizio.

All’indomani della tragedia, Amiu si è attivata subito per garantire un servizio che, dal punto di vista igienico-sanitario, per la nostra città è essenziale. Tutti gli sforzi fatti, però, dispiace dirlo, non bastano. Il nostro Comune riscontra ogni giorno gravi mancanze sull’operato: i cassonetti RSU non sono costantemente svuotati, le campane di carta, plastica e vetro ancora meno. Tutto questo comporta un disservizio per i cittadini che non sono messi in condizione di poter conferire correttamente i rifiuti e si riflette in gran parte nel mancato conseguimento di buoni, o quanto meno soddisfacenti, risultati nella percentuale di raccolta differenziata.
Sopra di noi vediamo che vengono adottate normative che conducono in direzioni che possono lasciare qualche dubbio, soprattutto perché noi enti locali non siamo direttamente coinvolti, ma diventiamo i soggetti passivi di determinate azioni.

Pertanto, riteniamo sia doveroso far sentire la nostra voce al più presto nelle sedi opportune.

Trasporti e viabilità: pensiero e azioni della Giunta

Da lunedì scorso è iniziato ufficialmente il periodo più duro per la viabilità ed i trasporti nella nostra città dopo la tragedia del Morandi. Le aziende hanno ripreso a lavorare a pieno ritmo, i nostri ragazzi sono tornati a scuola. E le ripercussioni del crollo si sono manifestate come tutti avevano immaginato.

Dal giorno di ferragosto in poi si è lavorato sul fronte della viabilità e dei trasporti quasi senza sosta. Grazie ai fondi per l’emergenza, alla disponibilità delle istituzioni locali e al lavoro di ANCI e dei Comuni sono state messe in campo misure strutturali e di emergenza.

L’abbonamento integrato è cosa di cui si parla da tempo ed è un risultato che vogliamo sia mantenuto per sempre. L’istituzione delle navette gratuite per gli studenti è invece una misura che giocoforza è temporanea e sotto stretta osservazione giornaliera (a breve si vedranno le prime modifiche attuate in concerto tra Regione, ATP e Comune – è appena finita una riunione telefonica tra Sindaco, Assessore Trucco, Assessore regionale Cavo e ATP) ma crediamo che, con tutte le criticità, sia un ottimo servizio, così come il prescuola, che dai sondaggi presso le famiglie è risultato un elemento molto richiesto.

Allo studio ci sono anche le misure anticipate dal Sindaco sul senso di marcia di Via Sardorella. Non è casa nostra ovviamente, ma il Comune di Genova sta valutando tutti i pro e i contro di eventuali modifiche.

Inoltre nei prossimi giorni ATP e Comune di Sant’Olcese studieranno la fattibilità di una prima serie di modifiche alla linea Staglieno-Trensasco-Campi per l’ottimizzazione in orario di punta delle coincidenze con FGC e il collegamento via Torrazza di Bolzaneto con la Val Bisagno e con il centro città.

Chiaramente sono moltissime le segnalazioni che ci arrivano in questi giorni. Quello che ci sentiamo di dire è che nessuna di queste viene cestinata a priori. Ne valutiamo la fattibilità economica e soppesiamo le richieste che arrivano da tanti cittadini come quelle che arrivano dal singolo. Ovviamente però ricordiamo che le risorse, i mezzi e gli uomini non sono infiniti. E che questo è un momento di forte emergenza, dove gli orari sono in continua evoluzione per i lavori in corso ed i cambi sulla viabilità stradale e ferroviaria (che si spera migliori a breve), per le dinamiche del traffico che portano a ritardi impredicibili a tavolino senza la prova del campo, per le misure che di volta in volta si mettono in campo.

In definitiva ci vuole molta pazienza, bisogna cercare di limitare quanto più possibile l’uso dell’auto o cercare di condividerla in più persone, in attesa che i lavori, non solo sul ponte, riportino Genova ad una situazione più vicina a quella pre-crollo. Con una promessa, anzi due. Non smetteremo di lavorare ed ascoltarvi. E, quando l’emergenza sarà finita, faremo tesoro dell’esperienza e cercheremo di far mantenere alle aziende le misure attuate in questi mesi con le caratteristiche giuste per diventare strutturali e definitive.

Sanità in Valpolcevera: i Sindaci scrivono agli organi competenti

Il Pronto Soccorso dell’Ospedale Gallino

L’unione fa la forza . Di seguito la richiesta che i cinque Comuni dell’Alta Valpolcevera hanno inviato agli organi competenti per alleviare le criticità sanitarie che si vanno delineando nella nostra valle dopo la tragedia di Ponte Morandi.

Ecco il testo completo della lettera indirizzata a Regione Liguria e ASL, in cui si chiede espressamente  il potenziamento dell’ospedale Gallino di Pontedecimo.

Siamo consapevoli di quanto sarebbe importante in questo momento avere quella Casa della Salute che in Valpolcevera fatica ad arrivare e crediamo divenga veramente basilare a questo scopo tenere in considerazione gli spazi già individuati ed a voi proposti dal Municipio V Valpolcevera e da noi fortemente sostenuti.

Siamo sempre stati convinti che l’Ospedale Gallino di Pontedecimo fosse comunque un presidio importante per l’intera Valpolcevera ed anche per la Valle Scrivia, e come Sindaci lo abbiamo ribadito nel tempo ed in più sedi: eravamo persuasi di ciò sia in conformazione del territorio, ma soprattutto alla luce di una viabilità complicata e difficoltosa che non è di certo migliorata con l’avvio dei cantieri del terzo valico dei Giovi.

Oggi più che mai dopo gli accadimenti tragici avvenuti il 14 agosto con la caduta di ponte Morandi che hanno comportato l’interruzione della viabilità di via W. Fillak, via Perlasca, Corso Perrone, siamo consapevoli che la nostra valle sia indiscutibilmente più lontana dal resto della città, e di quanto sarebbe importante potenziare quello che diventerà indiscutibilmente un punto di riferimento importante, un presidio sanitario essenziale viste le enormi difficoltà che si prospettano per il raggiungimento dell’Ospedale Villa Scassi o del San Martino attraverso una tratta autostradale che sarà inevitabilmente sempre più trafficata e congestionata.

Siamo quindi a chiedere di prendere fortemente in considerazione il potenziamento dei servizi, dei reparti del Punto di primo Soccorso dell’Ospedale Gallino riportandolo sulle 24 ore, per render più agevole e certamente maggiormente efficace nell’urgenza l’assistenza sanitaria ai cittadini dei nostri territori. Certi di un pronto ed urgente riscontro e restando a disposizione per un eventuale incontro, porgiamo cordialità.

Paola Guidi, Sindaco del Comune di Campomorone
Emanuela Molinari, Sindaco del Comune di Ceranesi
Maria Grazia Grondona, Sindaco del Comune di Mignanego
Armando Sanna, Sindaco del Comune di Sant’Olcese
Rosario Amico, Sindaco del Comune di Serra Riccò

 

Monitoraggio infrastrutture: dal Ministero una richiesta (in)comprensibile

Il Ministero delle Infrastrutture, in tempi e modi che definire sospetti è un eufemismo, dopo la tragedia che ci ha colpito, lascia il cerino in mano agli Enti Locali che, in tempi strettissimi e senza risorse dedicate, dovranno rispondere della sicurezza delle proprie infrastrutture, valutandone rischi ed interventi. Un modo di procedere che, se nel merito dell’azione non possiamo non condividere, lascia soprattutto i piccoli Comuni molto perplessi e origina una risposta di ANCI su come i Comuni dovranno comportarsi in merito, che invece condividiamo appieno. Una scelta incomprensibile da parte del Ministero. Oppure comprensibilissima, fate voi: uno scaricabarile, con tempi stretti che per noi hanno solo il significato di volersi sgravare di precise responsabilità. Come al solito a danno dei Comuni, soprattutto i più piccoli.

Il Ministero delle Infrastrutture, con una lettera firmata dal Provveditore alle opere pubbliche di Piemonte, Liguria e Val d’Aosta Arch. Roberto Ferrazza, ormai ex Presidente della commissione ministeriale per il crollo del ponte Morandi, ha invitato infatti in data 23 agosto 2018 (!) gli Enti (Regioni, Città Metropolitane, Province e Comuni) “a seguito degli orientamenti e delle disposizioni impartite dal Governo, ad avviare una azione di verifica e di monitoraggio sullo stato di conservazione e manutenzione delle opere, viarie e non, che abbiano un diretto e significativo riflesso sulla sicurezza e sulla salvaguardia della vita dei cittadini”.

Il Provveditore invita gli enti a presentare, entro il 1° settembre, “i principali interventi ritenuti necessari, classificati in ordine di priorità sulla base di una valutazione di rischio e corredati da una scheda tecnica nella quale siano evidenziati sia gli elementi tecnici che le presumibili provviste economiche necessarie”. Si chiede inoltre di precisare se gli interventi siano già stati inseriti nella programmazione triennale e, se presente, il livello di progettazione. Il documento si chiude con un invito a “volersi coordinare per estendere la verifica anche alle opere di competenza dei singoli Comuni”.

Non commentiamo ulteriormente, di seguito la posizione di ANCI, che scrive ai Sindaci a seguito dell’incontro operativo sul tema con Regione Liguria.

Gentilissimi,

a seguito dell’incontro odierno inerente la Nota del MIT (richiedente l’invio di documentazione relativo alle criticità infrastrutturali presenti sul proprio territorio), convocato presso Regione Liguria dall’Assessore ai Lavori Pubblici, Infrastrutture e Viabilità Giacomo Giampedrone alla presenza del Provveditore alle opere pubbliche per il Piemonte, Liguria e Val d’Aosta Arch. Roberto Ferrazza, vi informo che la Delegazione ANCI Liguria (Amico, Piccardo, Piaggi, Isella, Natta, Cozzani, Giuliano) ha chiesto spiegazioni e fatto presente vivacemente le criticità pesanti scaturite dalla richiesta.

In conclusione si è definito il seguente percorso:

–          ANCI Liguria predispone immediatamente un format di scheda tipo, contenente richiesta di congruo provvedimento di proroga rispetto all’insostenibile scadenza prevista dalla nota ricevuta dal Provveditore. Tale scheda insieme ad una lettera tipo sono inviati alla Regione;

–          Regione Liguria trasmetterà a strettissimo giro detta scheda corredata di lettera e verbale di sintesi della discussione svoltasi durante l’incontro odierno assieme con istruzioni operative.

Si invita per tanto le SS.VV. ad ATTENDERE la ricezione di tale documentazione da Regione Liguria per procedere a soddisfare quanto richiesto dal Governo.

Per ogni chiarimento restiamo a completa disposizione.

Un caro saluto.

Il Direttore Generale
Pierluigi Vinai

Il giorno del dolore

Ritenuto doveroso rappresentare alle famiglie delle vittime ed alla città la vicinanza e la solidarietà dell’intera cittadinanza per la tragedia che ci ha colpito, si invitano le attività commerciali, le associazioni e la cittadinanza alla compartecipazione al lutto nazionale, evitando attività che contrastino con lo spirito del lutto stesso.

In particolare si dispone l’esposizione a mezz’asta delle bandiere poste negli edifici comunali, in segno di lutto; si invita infine anche alla sospensione delle manifestazioni ludiche e ricreative e ogni altro comportamento che contrasti con il carattere luttuoso della giornata.

Elicotteri da salvare!

A partire dal 1° Gennaio 2019 non verrà più rinnovata la convenzione tra la Regione Liguria ed i Vigili del Fuoco per l’elisoccorso in Liguria. In questi decenni il Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco ha salvato centinaia di vite, dimostrando altissima professionalità e capacità, precursore di tecniche di soccorso in mare suoi operatori hanno sacrificato la vita per il bene comune.

La capacità di questo organismo pubblico e l’amore verso di esso è riconosciuto da tutti ed ora si prospetta un affidamento del servizio ai privati.

Ci uniamo all’appello verso il Ministro dell’Interno ed al Presidente della Regione Liguria per assicurare un pronto intervento affinché la convenzione venga rinnovata. Un appello che moltissimi cittadini di Sant’Olcese ci stanno spingendo a promuovere sui nostri mezzi di comunicazione.

Puoi firmare la petizione su change.org cliccando qui.

Rimessa ATP Valpolcevera: i Sindaci scrivono a Bucci

Abbiamo parlato tempo fa della questione legata al trasferimento del Campo Sinti di Bolazneto presso l’attuale area di rimessa ATP. Senza entrare ancora nel merito dell’operazione, i Sindaci hanno fatto propria la preoccupazione dell’azienda di trasporto pubblico, in difficoltà nella ricerca di un sito alternativo che non penalizzi l’azienda dal punto di vista economico e, soprattutto, gli utenti della valle.

Di seguito il testo della lettera, indirizzata al Sindaco metropolitano di Genova.

Con la presente le scriventi Amministrazioni comunali intendono fare propria la preoccupazione manifestataci da ATP a causa della grave difficoltà in cui si trova l’azienda, che gestisce il trasporto pubblico nel nostro territorio, nel reperire un sito adeguato per il ricovero dei mezzi, in sostituzione dell’area attualmente in uso, ubicata in Lungotorrente Secca, in Comune di Genova.

Tale area, che aveva rappresentato in passato per ATP una soluzione ideale sia dal punto di vista del risparmio economico che da quello dell’efficienza operativa e su cui l’azienda aveva anche investito risorse, come noto a breve non sarà più disponibile per decisione del Comune capoluogo. L’azienda non ha però ad oggi ancora trovato un’alternativa praticabile in zona, mentre le soluzioni prospettate dal Comune risultano inadeguate. Uno spostamento del parcheggio verso zone troppo lontane da quella di esercizio porterebbe infatti a inefficienze tali da avere ricadute pesanti su un servizio già fortemente penalizzato, dovute all’aumento dei tratti di strada non produttivi da percorrere per raggiungere le zone dove si svolge l’attività.

Chiediamo pertanto a codesto Comune di prendere atto di questa grave situazione e di farsi carico, insieme con l’azienda e gli scriventi Enti, per trovare una soluzione che porti o al mantenimento del sito attuale in dotazione ad ATP o al reperimento di una nuova area che sia parimenti funzionale e che non rappresenti un onere non sostenibile per l’azienda e, soprattutto, non vada a penalizzare ulteriormente i cittadini dei nostri Comuni.

Certi di un cortese e sollecito riscontro, restiamo in attesa e porgiamo i nostri più cordiali saluti.

 

Casa della salute in Valpolcevera: le parole del Sindaco

Dopo la mozione presentata nell’ultimo consiglio comunale, il Sindaco ritorna sull’argomento in questa intervista rilasciata a “La Polcevera”. Clicca sul video per ascoltare le sue parole. Puoi anche visitare il sito ufficiale del magazine di Vallata per leggere il servizio completo.

PUC: questionario disponibile anche in Comune

E’ già da tempo disponibile a questo link  il questionario in cui tutti possono dare il proprio contributo per il Piano Urbanistico Comunale. Ora tutti coloro che vogliono offrire le proprie idee per la valorizzazione del nostro Comune possono ritirare il documento in forma cartacea anche negli uffici dell’anagrafe comunale, dove troveranno anche l’urna per consegnare i moduli compilati.

Qui e non solo: il Sindaco e il Marchese

 

E’ arrivato in edicola il numero 79 del bimestrale di vallata “Qui e non solo dintorni”. Un numero speciale, con un “paginone” centrale dedicato interamente a due eventi che si sono tenuti nello stesso giorno, il fatidico 10 giugno scorso. Di cosa stiamo parlando? Ovviamente del Protettorato del salame e del matrimonio dell’anno, con un articolo tra il serio ed il faceto, nato dalla sapiente penna di Gilberto Volpara con la galeotta complicità di tutta la Giunta.

Più Sant’Olcese del solito dunque in questo numero, a partire naturalmente dallo spettacolo di Maurizio Lastrico, fino ad arrivare ai tanti temi amministrativi del momento: dai 400mila euro per la scuola Matteotti, al ponte di Arvigo, al PUC di cui abbiamo parlato diffusamente nei giorni scorsi. Fino ad arrivare all’importantissimo estendimento della fognatura di Comago, di cui parleremo più dettagliatamente nei prossimi giorni.

E in copertina, il nostro splendido parco di Villa Serra, guidato da pochi mesi dal “nostro” Giulio Torti. Tante idee per ripartire: una su tutte, Euroflora 2020. E un bilancio che piange, in difficoltà come tutti, nonostante gli impegni profusi da tutti gli attori del Consorzio (65mila euro gli investimenti 2018 sostenuti da Sant’Olcese).

Per approfondire questi e gli altri temi abbonati al magazine, al costo annuale di 14 euro.

Per ulteriori informazioni:

Direzione: Via V. Veneto 137/11
16018 Mignanego
Cell. 328/2020805

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“La Polcevera” e la Giunta 2018: Enrico

Continuano le interviste con la Giunta. Questa volta si parla naturalmente di bilancio, con Enrico Trucco.

Su “La Polcevera” l’articolo completo. Di seguito, in tema di bilancio, anche l’opinione del nostro SIndaco Armando Sanna