Il Sapere e l’Artigiano: due modi speciali di fare cultura a Sant’Olcese

Ne abbiamo già parlato nel consueto articolo di lancio che scriviamo all’uscita del bimestrale di vallata “Qui e non solo dintorni”.Non vogliamo togliervi il gusto di leggere per intero i pezzi a loro dedicati, ma certo è che questi due pilastri della nostra comunità meritano un po’ di spazio in più.

“Purtroppo ho perso un po’ di memoria, ma quanto è sistemato in questi scaffali fatti su misura risulta censito su apposito registro. Tuttavia, un posto del genere non credo che lo troviate con tanta facilità” ha raccontato Attilio Besagno parlando della sua xiloteca di via Tullo. Un omaggio alla biodiversità di un uomo giunto al compleanno numero 92 con 80 annualità di studio giornaliero, e non solo sulle piante e sul legno. Un piccolo grande Leonardo santolcesino, ci piace chiamarlo così.

Donato D’Alessandro detto Pino invece arriva dal meridione, e dire che sia un parrucchiere è cosa riduttiva. “Qui faccio i capelli con
forbici o rasoio e la barba, la mia specialità. Più in generale, però, questo salone è diventato il ritrovo di tante persone che giocano a carte e d’inverno gustano pure qualche specialità bagnata da un buon bicchiere di vino. In fondo, la vita di paese è anche questa. Nel frattempo, sono diventato più genovese io di tanti di loro”.

Grazie per esserci, ragazzi. Siete due facce della stessa medaglia, quella della cultura, del sapere, dell’arte dei mestieri e della socialità. Persone uniche, inabitabili. Santolcesini, appunto.