Giovani canterini e Cantoria parrocchiale

Lo splendido concerto di ieri sera, protagonisti i Giovani canterini ed il Coro di Sant’Olcese, oltre a deliziare il numeroso pubblico presente, aveva uno scopo ancora più nobile: aiutare i bambini di Gaza. Perché Gaza? La Striscia di Gaza, territorio palestinese stretto tra Israele ed Egitto e separato dal resto della Palestina, è isolata dal resto del mondo e periodicamente sottoposta ad attacchi militari. È una delle aree più densamente popolate al mondo (in un territorio grande una volta e mezza il comune di Genova vivono circa 2 milioni di abitanti), con enormi problemi di sopravvivenza quotidiana dovuti al blocco da parte di Israele e recentemente da parte dell’Egitto. Inoltre porto ed aeroporto sono stati distrutti da bombardamenti israeliani, e ne è sempre stata impedita la ricostruzione.

Gli scambi di persone e di merci sono impediti e le risorse interne sono insufficienti alle necessità della popolazione, che sopravvive in buona parte grazie ad aiuti internazionali che spesso hanno essi stessi difficoltà a superare i varchi di frontiera. Nonostante questa situazione a Gaza continuano a nascere moltissimi bambini, ma l’assistenza sanitaria che può essere data ai neonati e alle loro mamme è insufficiente. La situazione è aggravata dai periodici attacchi militari che, oltre ad aver creato migliaia di vittime e di portatori di handicap ed aver distrutto varie strutture ospedaliere, hanno lasciato nel terreno sostanze estremamente tossiche che determinano un incremento dei casi di malformazioni alla nascita.

Diversi periodi di lavoro a Gaza della Professoressa Paola Manduca, genetista dell’Università di Genova, le hanno permesso di rendersi conto di questa drammatica situazione e di stringere contatti con il personale sanitario della Striscia, ed in particolare con quello dei reparti pediatrici.

I progetti che sta seguendo la Professoressa riguardano:

  • la verifica della contaminazione subita da madri e neonati nel 2015 come conseguenza degli attacchi militari del 2014;
  • un registro delle nascite per monitorare l’incidenza delle malformazioni e della prematurità, condizioni che conducono nel 50% dei casi alla morte del neonato;
  • lo scopo di questi progetti è la ricerca dei possibili rimedi, in quanto la contaminazione mina alla radice la salute della popolazione e la sopravvivenza dei neonati.

Il sostegno trovato finora, anche tramite iniziative come quelle di ieri sera, è stato essenziale per svolgere questi compiti.

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