tasse

di Enrico Trucco

Non trovano un po’ di stabilità le regole per i tributi comunali. Nel 2016 cambiano ancora IMU e TASI. Ed è nebuloso anche il capitolo TARI, la tassa sui rifiuti.

Per quanto riguarda la TASI, la tassa sui servizi indivisibili, un po’ di respiro arriva per i contribuenti, ma solo per i possessori di immobili adibiti ad abitazione principale. Diversi invece i vincoli per chi vuole ottenere riduzioni sull’IMU. Ma andiamo per punti. Non prima ​però di aver puntualizzato che non ci saranno aumenti di aliquote, sia perché la nostra linea vuole essere questa (lo abbiamo visto nel 2015), ma anche perché quest’anno la legge ce lo impone: l’unica certezza in mezzo alle incertezze di gettito per l’ennesimo bilancio lacrime e sangue, che allenta si per quest’anno i vincoli sul patto di stabilità di fatto abolendolo, ma metterà in sofferenza i servizi finanziati in parte corrente, cioè principalmente con i tributi.

Una partita difficile che porterà a decisioni dure sul capitolo del contenimento e razionalizzazione della spesa. Al solito faremo tutto il possibile per garantire i servizi essenziali, senza promesse ma con un duro lavoro che ci aspetta.

 TASI – E’ stata prevista l’abolizione per gli immobili adibiti ad abitazione principale e relative pertinenze, sempre che si tratti di categorie catastali non di lusso (cioè diverse da A/1, A/8 e A/9, categorie non presenti nel nostro Comune). La TASI non sarà nemmeno dovuta dall’inquilino, per la sua quota di competenza, qualora l’immobile occupato sia la sua abitazione principale. L’abolizione della TASI si applica anche all’immobile assegnato all’ex coniuge legalmente separato e all’immobile degli appartenenti alle forze dell’ordine trasferiti per ragioni di servizio. Nel caso di locazioni a canone concordato è prevista una riduzione dell’aliquota Tasi del 25%. Di fatto nel nostro Comune la TASI era dovuta solo per la prima casa, mentre inquilini ed altre abitazioni erano già esenti; per cui questo tributo andrà a scomparire. Resta il dubbio, nella redazione del bilancio, di quale sarà la cifra da registrare in entrata per la compensazione di questo mancato gettito. Lo stato aveva promesso un trasferimento di eguale valore ma, visti i precedenti, i dubbi sono molti. Diverso è il caso della TASI sui fabbricati invenduti delle imprese costruttrici: qui è prevista la riduzione all’1 per mille dell’aliquota, fintanto che permanga tale destinazione e gli stessi non siano locati. I Comuni hanno la possibilità di aumentare tale aliquota fino al 2,5 per mille o diminuirla fino ad azzerarla.

IMU abitazioni – Continua l’esenzione IMU per gli immobili non di lusso adibiti ad abitazione principale. È prevista una riduzione del 25% delle aliquote IMU deliberate dai comuni per chi stipula (o ha già stipulato) un contratto di locazione a canone concordato. Ma con paletti importanti: è stata infatti abrogata la disposizione che permetteva ai Comuni di disporre con propria delibera l’assimilazione all’abitazione principale delle unità immobiliari concesse in comodato a parenti di 1° grado. Queste abitazioni saranno nel 2016 soggette ad aliquota ordinaria, salvo che non si rispettino le condizioni previste per il nuovo comodato, il quale però non prevede più l’assimilazione ma solo una riduzione al 50% della base imponibile. Ma i requisiti richiesti sono quasi impossibili, infatti viene stabilita  la riduzione del 50% della base imponibile IMU per gli immobili dati in comodato tra figli e genitori a condizione che:

  • il contratto di comodato sia regolarmente registrato (costo circa € 232);
  • il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è ubicato l’immobile concesso in comodato. Tuttavia, l’agevolazione in questione si estende anche al caso in cui il comodante sia possessore, nello stesso comune in cui si trova l’immobile concesso in comodato, di un altro immobile adibito a propria abitazione principale (non di lusso).

La vera novità è insomma l’ulteriore taglio dell’autonomia impositiva dei Comuni, in quanto la decisione su questo punto è calata dall’alto, anche qui con una perdita di gettito da quantificare in sede di bilancio previsionale.

IMU terreni agricoli – È’ confermata l’esenzione per i terreni agricoli ubicati in comuni montani e parzialmente montani (questi ultimi solo se posseduti da coltivatori diretti e IAP) ed è introdotta l’esenzione per tutti i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e IAP. A Sant’Olcese si ritorna al 2014: nessuna esenzione e nessuna possibilità di scelta differente da parte dell’ente.

TARI – Regime sostanzialmente invariato. Il gettito deve coprire il costo del servizio, ma qui pende la spada di Damocle delle multe regionali per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata. Peccato che i Comuni dell’Alta Valpolcevera abbiano da tempo cercato di organizzare un sistema di raccolta differenziata dei rifiuti che raccogliesse tutti i territori, con un lavoro lungo e complesso che ha valutato le esigenze di tutto il territorio per dar corso ad una gara di appalto​ interc​o​munale. Nel 2014 era stata inoltrata richiesta formale alla Provincia di Genova per affidare l’esecuzione della gara di affidamento del servizio raccolta differenziata per i 5 Comuni dell’Alta Valpolcevera, gara purtroppo mai indetta poiché la Provincia, diventata Città Metropolitana e adeguatasi alla normativa Regionale, ha disposto che tutto doveva essere sospeso e annullato in attesa della definizione delle aree e delle direttive disposte dalle nuove legge regionale in merito alla differenziazione dei rifiuti. Per questo motivo, coscienti del fatto che quasi certamente nel corso del 2016 non riusciremo a raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano Regionale in merito alla differenziazione dei rifiuti, siamo fermamente convinti di non dover sostenere l’onere di una sanzione per il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti.

Annunci