ilsecoloxixDiversi portali d’informazione locali parlano oggi della sempre incerta situazione di ATP. Tagli alle corse domenicali e riduzione del tempo di validità del biglietto sembrano inevitabili, mentre la fantasiosa idea rinvio dei lavori sulla Ferrovia Genova-Casella sembra tramontata.

Ecco cosa scrive il “Secolo XIX”.

Sarà una settimana decisiva per i lavoratori di ATP. Ma anche per chi a bordo delle corriere dell’azienda provinciale sale a bordo ogni giorno per andare al lavoro, a scuola o semplicemente per muoversi con i mezzi pubblici.

Dal tavolo di trattative che si aprirà in prefettura giovedì 10 (con possibile spostamento a venerdì 11), si potrà capire se ATP potrà continuare a svolgere lo stesso servizio o se, al contrario, la mancanza di risorse si trasformerà nell’ennesimo salasso per i dipendenti (meno 30 per cento di stipendio), in nuovi tagli al servizio e in ritocchi tariffari. Si tratta delle previsioni inserite nel piano di riequilibrio, studiato dalla dirigenza e poi modificato in alcuni punti nel corso degli ultimi giorni. Detto che anche l’ultimo “escamotage” per fare cassa – cioè rinviare i lavori al trenino di Casella per foraggiare Atp – è stato tolto dal tavolo della trattativa (valeva circa 900 mila euro) e che pure per i lavoratori attualmente in forze alla Società Atena non si è ancora escluso che tornino in carico ad Atp (valore altri 600 mila euro), l’unica certezza sono appunto i tagli e l’abbattimento dei costi.

L’eliminazione di 100mila chilometri annui interesseranno solamente le corse domenicali: «Non vogliamo colpire studenti e pendolari, ma andare a limitare le corse in maniera molto leggera e solo nelle giornate festive – dice il presidente ATPMaurizio Beltrami – anche per quel che riguarda la esternalizzazione di 500 mila chilometri (circa il 2,5 per cento del totale) si punterà ad affidare le corse a società terze nelle zone dove siamo più carenti di personale, cioè nelle zone periferiche. Questa voce vale circa 300 mila euro». Poi, restando sul tema tariffario: «Anche la scelta di diminuire il tempo di validità del biglietto ordinario resta in piedi. Il ticket che oggi dura 100 minuti, l’anno prossimo scadrà dopo 75 minuti».

A questo modo si punta a incassare maggiori entrate da parte dei passeggeri che percorrono linee “lunghe” come quelle dall’entroterra al capoluogo: oggi basta un solo permesso di viaggio per andare, fare una veloce commissione (tipo fare la spesa) e tornare. Nel 2016 si dovranno usare due biglietti.