donne ambulatorioDalla foto già si capisce.

Anna Maria, Maria Rosa, Francesca, Nilde e Tina sono donne che guardano la vita col sorriso.

Sono donne che hanno dedicato parte della loro vita alle altre persone, mettendo in gioco non solo il loro tempo, ma le loro capacità professionali.

Sono donne che, aiutando gli altri, si sono mantenute giovani; di testa, di spirito, di passione.

Oggi raccontiamo la loro storia comune. Una storia di quelle che si conoscono poco. Di quelle che non finiscono sui media. Una storia lunga 15 anni.

Le “nostre donne” infatti, nei primi anni duemila, decisero di avviare un ambulatorio infermieristico che rispondesse soprattutto alle necessità degli anziani residenti nel Comune di Sant’Olcese.

Un servizio gratuito che prevedeva le seguenti attività: servizio di iniezioni per terapie intramuscolo, servizio di misurazione della pressione, servizio di misurazione della glicemia.

Potrebbe sembrare cosa da poco. Ma provatelo a chiedere alle decine di anziani che per anni hanno avuto sotto casa un luogo accogliente in cui avere servizi gratuiti che avrebbero potuto trovare solo a Genova!

L’attività riusci ad avviarsi grazie alla collaborazione con lo SPI -il Sindacato Pensionati della cgil- e con la Pubblica Assistenza Croce d’oro di Manesseno sotto l’egida dell’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Sant’Olcese.

L’ambulatorio infatti aveva sede presso la Croce d’oro, con orario quotidiano dalle 9,30 alle 10,30 da lunedi a venerdi.

La sinergia con i medici di base era un dato scontato. Infatti per poter usufruire del servizio era sufficiente presentarsi muniti di fotocopia della prescrizione medica, delle ricette con i medicinali prescritti, delle siringhe e di un documento di identità.

Alcuni dati. Giusto per capire l’utilità del servizio in questi anni.

Solo negli ultimi 5 anni: 3.513 prestazioni di terapia intramuscolare (poco meno di 3 al giorno per cinque anni!); 898 rilevazioni di glicemia capillare (quasi una al giorno per cinque anni!); 3.749 misurazioni di pressione arteriosa (una media di 3 al giorno per cinque anni!).

Numeri che si commentano da soli!

 

Ma per i cittadini di Sant’Olcese l’impegno quotidiano di Anna Maria, Maria Rosa, Francesca, Nilde e Tina non è stato solo un ambulatorio infermieristico. La loro presenza è stata per anni uno spazio di relazione sociale. La “puntura o la pressione”. Si, certo. Ma poi due chiacchiere, raccontarsi di parenti e amici, un té insieme. E poi il ritorno fra le mura di casa. Insomma uno di quei luoghi fondamentali per la cosiddetta coesione delle nostre comunità.

Ma perché scriviamo la loro storia proprio oggi?

Perché da qualche settimana l’ambulatorio ha chiuso. A Manesseno infatti, i medici di base hanno aperto un ambulatorio medico ben organizzato che è già diventato un punto di riferimento importante per il nostro comune. E i servizi previsti comprendono anche quelli prima offerti dall’ambulatorio infermieristico. La presenza di un presidio professionale di questo livello ha quindi fatto maturare alle infermiere volontarie una scelta comprensibile.

Ma non preoccupatevi! Molte di loro continuano il loro impegno volontario in altre vesti: in associazioni, in corsi ed attività di vario genere sul nostro territorio.

A noi è sembrato doveroso scrivere questa breve storia per ringraziare ad Anna Maria, Maria Rosa, Francesca, Nilde e Tina che per tanti anni hanno svolto un lavoro silenzioso ma inestimabile per la comunità.

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