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La notizia è di due giorni fa. ATP potrebbe “fondersi” con AMT all’interno di una nuova azienda che si occuperà di gestire il trasporto pubblico dell’intero bacino di Genova e provincia. Una riflessione che si sta affrontando per porre rimedio, quanto più in fretta possibile, alle criticità che non stanno rendendo possibile pianificare la sopravvivenza delle due aziende nel breve e medio periodo.

In questi giorni stanno parlando del caso l’Assessore regionale ai Trasporti Giovanni Berrino, l’omologa del Comune di Genova Anna Maria Dagnino e il Consigliere metropolitano con delega al Trasporto pubblico Gianni Vassallo. Priorità: la grave situazione finanziaria di ATP che necessità, ad oggi, di un milione e quattrocentomila euro per poter funzionare.

ATP lancerà un proprio programma di “efficientamento”, e cioè tenterà di risparmiare il più possibile elaborando un piano industriale che potrebbe anche includere l’aumento del costo di biglietti e abbonamenti. Si starebbe anche lavorando anche ad una fusione con AMT . Un’operazione che, vista la situazione non certo rosea di quest’ultima, si presta a moltissimi dubbi.

Certo, gli spazi per fare bene le cose ci possono essere.  E di una fusione fatta bene ne potrebbero beneficiare i santolcesini, cittadini di un Comune di confine e quindi soggetto a numerose interazioni: Manesseno, con il suo “anello” su via Poirè, impraticabile ad oggi per ATP e per AMT (una per ragioni economiche, l’altra per problemi di permessi); Pino e la sua galleria; e non dimentichiamo certo il trenino di Casella con le sue possibili integrazioni tariffarie. Interazioni ad oggi malamente gestite (o più semplicemente non gestite) dalle aziende, nonostante i nostri ripetuti appelli. Chi vivrà vedrà! Attendiamo con fiducia.

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