ATPfotoSe qualche segno di schiarita arriva dai lavori del trenino, rimane assolutamente incerto il futuro del trasporto pubblico locale in Liguria.

I Comuni stanno approvando gli accordi di programma per definire, relativamente al periodo 2016-2025, la quantità e lo standard di qualità dei servizi minimi per i cittadini, mentre l’Agenzia Regionale Trasporto pubblico locale è in fase di stallo, stante anche il pronunciamento negativo da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato in merito alle procedure di gara regionale sul tema. La Giunta Toti ha d’altro canto annunciato entro prima settimana di novembre una nuova Legge regionale ma, con lo stop alla gara di cui sopra, ci attende probabilmente un nuovo anno di proroga dei contratti di servizio.

In mezzo la situazione di ATP, non certo rosea. Scadrà infatti il prossimo 31 dicembre il periodo di concordato che ha consentito all’azienda di trasporto pubblico della provincia di Genova di evitare il fallimento. Gli accordi con i creditori sono stati rispettati e dal primo gennaio l’azienda uscirà dalla ‘tutela giudiziaria’ con un bilancio in pareggio. Ma per i sindacati non è tutto oro quello che luccica. “L’azienda è stata molto fortunata perché si è ritrovata una importante diminuzione del costo del gasolio e contemporaneamente un taglio dell’Irap sul costo del lavoro – dice Andrea Gamba Filt Cgil – ma di suo ha fatto ben poco e non ha centrato quasi nessuno degli obiettivi che si era prefissata”.

“Tra questi una soluzione alternativa alla rimessa di Bolzaneto che oggi costa ai cittadini circa 230 mila euro l’anno, mentre il Comune di Genova metterebbe un piazzale a disposizione a costi nettamente inferiori, la reinternalizzazione di parte della manutenzione che consentirebbe di risparmiare circa 50 mila euro, né il recupero dell’evasione tariffaria”.

Intanto i lavoratori dopo un periodo di azzeramento del contratto integrativo oggi, come da accordo ‘salva ATP’, continuano a percepirne solo il 70%: “Nell’accordo che abbiamo firmato era previsto che se ci fossero state le risorse avremmo recuperato quel 30%. Come sempre, noi abbiamo rispettato gli accordi e l’azienda no”, conclude il rappresentante sindacale.

Su questo si innesta l’incertezza per il futuro visto che il sindaco metropolitano Marco Doria ha fatto sapere ai sindacati di non essere in grado di dire al momento se la Città metropolitana potrà mettere su ATP le stesse risorse che metteva la ex provincia, circa un milione e mezzo di euro.

Proprio questo clima di incertezza ha costretto i sindacati ad avviare la procedura di raffreddamento. a giorni dovrebbe essere convocato un tavolo di conciliazione davanti al prefetto e, se non arriveranno risposte positive, sarà sciopero.

Una situazione davvero intricata, che penalizza i progetti e le proposte che il nostro Comune ha avanzato recentemente per le frazioni di Manesseno, Trensasco e Casanova su cui ne ATP, ne AMT hanno dato il minimo cenno di risposta. Per ora ci si deve accontentare dei due obbiettivi raggiunti quest’anno: il mantenimento delle corse (nessun taglio, anzi qualche estensione a partire dall’autunno 2014) e lo scongiuramento di nuovi esborsi per il Comune (circa 40mila euro all’anno, cifra stabilizzata salvo sorprese per i prossimi anni).

Continueremo a lavorare e a vigilare su questo tema, in attesa che tutte queste situazioni vengano finalmente risolte. E saremo sempre attenti a proposte alternative serie per il trasporto pubblico che rispondano ad esigenze della collettività e, meglio ancora, a qualche soluzione sostenibile o qualche progetto/studio di fattibilità strutturato da parte del Consiglio comunale tutto. Soluzioni tipo Drinbus (servizio di AMT) portato su zone ATP non sono per esempio ad oggi percorribili: serve dialogare con soggetti diversi che, nonostante il nostro impegno, ad oggi non abbiamo ancora trovato. Accoglieremo a braccia aperte ogni soluzione proposta, nell’ambito delle esigue risorse comunali. Questo è certo.

 

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