Don Giuseppe Anselmo, Parroco Emerito di Casanova e Trensasco

Ci è arrivato ieri questo messaggio tramite il nostro modulo di contatto, da parte del Professor Benito Poggio: “Sono amico e sono stato collega di Don Anselmo, Parroco emerito di Casanova. Sul Secolo XIX del 18 agosto c.a., a firma Bruno Viani, è apparso un articolo proprio su Don Anselmo. Anch’io ho voluto dire la mia e un mio pezzo è apparso sul giornale on-line LN-Liguria Notizie: potete leggerlo e renderlo pubblico. Grazie”.

Avevamo già visto e condiviso il bellissimo articolo, ma vogliamo dare ancora più visibilità a questi bei ricordi. Buona lettura!

Benito Poggio
Benito Poggio

“Sul “Secolo XIX”, in data 18 agosto, l’articolista Bruno Viani ha dedicato un corposo e dettagliato articolo al Parroco di Casanova di Sant’Olcese, Don Giuseppe Anselmo, per tutti “Don Anselmo”, rievocando i suoi sessant’anni di sacerdozio e il suo mezzo secolo di presenza tra i suoi parrocchiani.

Io lo conoscevo bene, essendo stato suo collega alla Scuola Media “Centurione” di Sestri Ponente, della quale, essendo Preside l’ottimo Prof. Bancheri, ricoprivo allora l’incarico di vicepreside. Prete d’altri tempi, sorridente e amico di tutti, disponibile sempre ad offrire il suo aiuto, morale o materiale, a chi a lui si rivolgeva.

Oltre all’impegno indefesso nella scuola come insegnante di Religione, davvero innumerevoli le attività cui si è dedicato nel corso del suo mandato missionario di parroco: dal “Campo sportivo” (ancora vivo il ricordo dei mitici incontri di calcio tra le due formazioni di docenti della sua scuola, io tra loro!) alla grande “Taverna” (per incontri conviviali a base di… farinata e non solo!), dalla “Tana” per le riunioni dei ragazzi della parrocchia (dove anch’io tenni un breve corso di Inglese!), senza dimenticare l’impegno profuso a vantaggio della sua Chiesa e della sua canonica colpite e danneggiate da grave alluvione (…fu costretto a vivere per un certo periodo in un locale precario, troppo rigido d’inverno e troppo afoso d’estate!).

Che indimenticabili le gite scolastiche che lui, insieme a Don Casarsa (parroco del Fado), organizzava con i pullman della Ditta Sasso. Ne cito due. Non c’erano allora norme rigide e severe per gli autisti e nella gita a Portovenere lui ed io provammo brividi di terrore a causa dell’autista un po’ brillo e che procedeva follemente, alla Schumacher; o in quella alla Certosa di Pavia sotto incessanti acquazzoni.

In un paese dell’hinterland, lui, novello Don Camillo, scovò un ampio locale (sede dell’allora PCI), se lo fece mettere a disposizione cosicché i nostri alunni (quasi un centinaio in due pullman!), lieti e festanti, mangiarono, cantarono, ballarono e si divertirono. Proseguimmo e, sempre sotto incessanti acquazzoni, giungemmo a Tortona ove, cessata la pioggia per mezz’ora (non di più), nei campetti dell’Oratorio di Don Orione organizzammo un vero e proprio campionato di calcio fra le diverse squadre formatesi sui pullman…con tanto di maglie e di resoconto sportivo!

Ma a Casanova io, mia moglie Luisa e i miei tre figli Federica, Beatrice e Corrado eravamo di casa, tanto frequenti erano le nostre gite fuoriporta a Casanova. Il Don (che suggerì ai miei figli di considerarlo un po’ come… “lo zio prete”) ci accoglieva sempre nella sua canonica, prima quella precaria, poi quella rinnovata, con calore e grande disponibilità (rammento che, guastatasi la mia auto, volle prestarmi per alcuni giorni la sua 500 blu!). Andare a Casanova da Don Anselmo era sempre una gioia non solo per me, ma anche per mia moglie e per i miei figli!

Che aggiungere d’altro? I ricordi d’un passato animato, ricco di amicizia sincera e di piacevoli incontri e di varie iniziative, si accavallano e proprio, ancorché l’abbia visto con i miei occhi, non riesco a immaginare l’attivo e sempre in movimento Don Anselmo immobilizzato su una sedia a rotelle. Chissà se l’INPS ha finalmente provveduto a fargli avere (Diritto sacrosanto!) l’assegno di accompagnamento, essendo lui stato riconosciuto invalido al 100%! Quando, con l’amico Avv. Roberto Bancheri (figlio del Preside d’antàn), me ne interessai, l’INPS fece sapere e comunicò che aveva un arretrato di oltre 35.000 pratiche… e pensare che il Parroco, del tutto immobilizzato, riusciva a malapena a pagare l’ottima badante che lo accudiva!”

Benito Poggio (*)

(*) Il Prof. Benito Poggio è stato Docente per anni di Lingua e Letteratura Inglese negli Istituti genovesi e Vicepreside Emerito del Liceo Classico Statale “Andrea D’Oria”

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