La chaise tragique (La sedia tragica), scultura di Flavio Roma (2006)

Il Museo Flavio Roma, inaugurato nel 2008, si trova con la sua mostra permanente, all’interno del complesso di Villa Serra.

La raccolta museale, voluta dal Comune di Sant’Olcese in collaborazione col Consorzio di Villa Serra, riunisce una selezione di opere realizzate nel periodo che va dal 1968 al 2007 e offre una esaustiva conoscenza della creatività dell’artista ed una buona panoramica della sua avvincente avventura artistica.

L’orario di visita coincide con quello di apertura del parco.

Per informazioni:

Tel. 010715577
Fax. 0107171396
Web: www.villaserra.it
E.mail: info@villaserra.it

Di seguito un profilo dell’artista (per maggiori informazioni visita il sito ufficiale).

Flavio Roma espone dal 1964. Le sue opere sono presenti in moltissimi musei, spazi pubblici e collezioni in Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Scozia, Egitto, Stati Uniti, UAE, Giappone.

Fra tutti ricordiamo: in Egitto il National Centre Of Fine Arts Of Giza, nel Galles The Chapel Of Art, il Museu de Ceramica de Manises a ValenÇia e il Museu de Ceràmica de L’Alcora in Spagna, l’ Espace Bourdelle Sculpture nella città di Montauban, il Keramikmuseum Westerwald in Germania, e ancora in Italia Museo d’ Arte del Liceo Artistico Arturo Martini di Savona, la costituenda Pinacoteca Civica d’Arte Contemporanea Città di Ruffano a Lecce, il Museo Fondazione G. Mazzotti 1903 e il Museo Civico d’ Arte Contemporanea di Albisola Marina, la Raccolta Internazionale d’Arte Ceramica F. A. Grue, a Castelli, il MDeC Museo Internazionale del Design Ceramico di Cerro, il Museo Giuseppe Gianetti di Saronno (Va) e il Museo della Ceramica di Nove (Vicenza).

Artista eclettico, schietto e fortemente avverso ai compromessi, considerato tra i più rappresentativi e coerenti artisti contemporanei, egli stabilisce un’efficace espressività soprattutto con la terracotta. La sua intensa attività creativa i cui risultati, perseguiti con audacia personale, dicono la gravità esistenziale denunciando l’odierno disagio umano.

La sua avventura artistica con la ceramica, e più tardi con la scultura, inizi – nel 1966 – nella fornace di Lino Grosso proprio ad Albisola, la città che Filippo Tommaso Marinetti definì “Libera repubblica delle Arti”.

Nel 2007 il Museo Internazionale del Design Ceramico di Cerro invita Flavio Roma a una importante mostra in omaggio all’amico scomparso Albino Reggiori: assieme a lui sono presenti i trenta artisti che si collocano tra i maestri di massimo rilievo del panorama ceramistico italiano contemporaneo. La mostra è curata da Gian Carlo Bojani, direttore scientifico dei Musei Civici di Pesaro, già del Museo Internazionale di Faenza.

Il 2008 è l’anno del museo a lui intitolato: il “Museo Flavio Roma” ospitato nella settecentesca Villa Serra-Pinelli di Comago. La monografia del Museo è curata da Paola Roseo con testo critico di Martina Corgnati.

Nel 2010 anche il prestigioso Museo Gianetti inaugura la mostra The Sound Of Fire (Il suono del fuoco) nella quale l’artista espone sculture cotte ad alta temperatura nel forno del suo atelier di Albissola.

Nei lavori recenti di Roma si affacciano sempre più numerose le infrazioni all’anatomia. Sono gruppi scultorei dalla dinamica improbabile che accolgono astrazioni più evidenti rispetto al passato: trasmettono ancora il disagio della precarietà umana, mediante figure poste su impossibili baricentri che sembrano essere ancor meno protagoniste.