La Denominazione Comunale non è un marchio di qualità, ma la carta d’identità di un prodotto, un’attestazione che lega in maniera anagrafica un prodotto produzione al luogo storico di origine. In altri termini, è  un certificato notarile con cui il Sindaco certifica, con pochi e semplici parametri, il luogo di “nascita” e di “crescita” di un prodotto e che ha un forte e significativo valore identitario per una Comunità. Un orientamento consapevole che molti Comuni d’Italia hanno concepito come strumento di salvaguardia delle proprie produzioni e di sviluppo endogeno del proprio territorio ma al tempo stesso anche come mezzo per promuovere all’esterno le specificità culturali e storiche del proprio territorio.

Attraverso l’istituzione della De.Co., ogni Comune, con una procedura amministrativa semplice e lineare, può conseguire importanti obiettivi in ambito economico e sociale, ovvero:

  • Rilanciare e valorizzare la produzione locale legata all’agroalimentare, all’enogastronomia, all’artigianato così come alla cultura popolare presente sul territorio.
  • Promuovere il territorio attraverso le sue specificità produttive.
  • Salvaguardare il patrimonio culturale e le tradizioni locali dai processi di globalizzazione uniformanti anche nel gusto e nell’alimentazione.

Anche l’ANCI promosse qualche anno fa l’idea delle De.Co. concedendole un rilievo ragguardevole in ambito nazionale nell’intera rete istituzionale dei Comuni italiani. E il Comune di Sant’Olcese fu uno dei primi in assoluto ad aderire al progetto, con il salame e la sua parente più “povera”, la mostardella, primi prodotti in Liguria ad essere insigniti del marchio. Un riconoscimento che impegna i produttori a seguire i metodi tradizionali e naturali nella preparazione degli alimenti.

Cercane i profili e le caratteristiche sui siti dei nostri due importanti produttori: il Salumificio Parodi e il Salumificio Cabella.

Annunci